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Magazine Rosavai · N° 01 · Primavera 2026

Caduta stagionale primaverile: cosa è davvero, perché succede, cosa fare

Redazione Rosavai25 aprile 20266 min di lettura
In breve

Tra marzo e maggio molti ne perdono fino a 200 al giorno, contro la media fisiologica di 50-100. Si chiama telogen effluvium stagionale, è un fenomeno benigno e temporaneo che dura quattro-otto settimane. Non è una patologia. La cute cambia con il fotoperiodo, il follicolo lo asseconda, i capelli caduti vengono sostituiti da quelli nuovi. Per attraversare bene il picco serve sostenere la cute con gesti regolari. Se la caduta supera i tre mesi o noti diradamento visibile, è il momento del consulto tricologico.

Cento al giorno è normale. Trecento in primavera può esserlo lo stesso.

Ognuno di noi ha mediamente 100.000 capelli sulla testa, e ne perde fra i 50 e i 100 al giorno per fisiologia naturale. Non sono numeri da copertina cosmetica: sono dati di base della tricologia.

Quello che cambia tra marzo e maggio è il ritmo del cambio. In quelle settimane il cuoio capelluto va incontro a un fenomeno chiamato telogen effluvium stagionale: una sincronizzazione di un numero più alto di follicoli verso la fase di riposo, che porta a perdere fino a 150-200 capelli al giorno. È il «fenomeno della muda» — un retaggio ancestrale che condividiamo con i mammiferi che cambiano il pelo, anche se nel nostro caso la mutazione è meno evidente.

Vedere capelli sulla spazzola, sul cuscino, nel filtro della doccia è quindi normale. Spaventarsi è normale anche quello. Ma la fisiologia del fenomeno spiega perché, nella maggior parte dei casi, non c'è nulla da temere.

Il ciclo del capello in tre fasi

Il follicolo pilifero non produce capelli in modo continuo. Lavora a cicli. Tre fasi che si alternano nel tempo:

Anagen è la fase di crescita attiva. Il follicolo produce capello, il fusto si allunga di circa un centimetro al mese. In condizioni normali circa l'85% dei capelli si trova in questa fase.

Catagen è una fase di transizione molto breve. Il follicolo interrompe la sintesi e risale verso la superficie. Riguarda circa l'1% dei capelli in un dato momento.

Telogen è la fase di riposo. Dura circa tre mesi. Il follicolo non produce, ma il capello resta ancorato alla cute. Cade solo quando ricomincia la fase anagen successiva: il capello nuovo che cresce spinge fuori quello vecchio. In condizioni normali, circa il 14% dei capelli si trova in questa fase.

Durante un telogen effluvium stagionale, la percentuale di follicoli in fase telogen può salire fino al 25-30%. Cadono insieme, in poche settimane. È così che si forma il picco percepito.

Perché succede in primavera

La risposta sta in un meccanismo ormonale che ha più a che fare con la luce che con la temperatura.

L'allungamento delle giornate primaverili modifica il rapporto fra ore di luce e ore di buio — il fotoperiodo. Questa variazione viene registrata dall'asse ipotalamo-ipofisi e influenza la produzione di melatonina, l'ormone che regola il ciclo sonno-veglia ma agisce anche come modulatore del ciclo follicolare.

Studi recenti confermano che la melatonina lega direttamente i recettori presenti sui follicoli piliferi, sincronizzandoli con i cambiamenti stagionali. Quando le giornate si allungano, i livelli di melatonina si modificano e un numero maggiore di follicoli viene spinto verso la fase telogen. A questo si aggiungono fluttuazioni di prolattina e ormoni steroidei, che amplificano il fenomeno.

C'è anche un secondo meccanismo, meno evidente. Lo «stress di fondo» accumulato durante l'inverno — minore esposizione alla luce, maggiore sedentarietà, ritmi irregolari, occasionali infezioni stagionali — può innescare un effluvio telogen con un ritardo di due-tre mesi. La caduta che vediamo in marzo, in altre parole, è in parte la conseguenza dello stress di gennaio.

Quanto dura, come riconoscerlo

Il telogen effluvium stagionale ha un profilo riconoscibile:

  • Periodo: marzo-maggio (in primavera) o settembre-novembre (in autunno, dove tipicamente è più marcato)
  • Durata: quattro-otto settimane, poi si stabilizza
  • Quantità: fino a 150-200 capelli al giorno, contro i 50-100 fisiologici
  • Aspetto del capello caduto: presenta un piccolo bulbo bianco alla radice. È il segnale del normale ciclo di ricambio
  • Risoluzione: spontanea. Il fenomeno si chiude da solo, i capelli ricrescono

Il bulbo bianco è un dettaglio importante. Se i capelli che cadono lo presentano, sono in fase telogen completata: il sistema sta funzionando come deve.

Cosa fare nelle settimane del picco

Non c'è nulla da fare per «fermare» la caduta stagionale. È un processo fisiologico e va a esaurirsi da solo. Quello che si può fare è sostenere la cute mentre il ricambio è in corso, in modo che il follicolo lavori in condizioni ottimali per la fase anagen successiva.

Tre principi semplici:

Detersione delicata. Uno shampoo aggressivo, con tensioattivi sgrassanti potenti, sottrae al cuoio capelluto il film idrolipidico e lo irrita. Una cute irritata è un terreno ostile per la crescita. Meglio uno shampoo formulato per detergere senza alterare il pH fisiologico, anche se va usato spesso.

Stimolazione del microcircolo. Il cuoio capelluto è una cute sottile e densamente vascolarizzata. Un massaggio circolare con i polpastrelli, di un paio di minuti, riattiva la circolazione locale e favorisce l'arrivo di nutrienti al bulbo. Costanza prima di intensità: vale di più ogni sera per due minuti che una volta a settimana per venti.

Apporto di sostanze tonificanti. Trattamenti topici come lozioni leave-in restano a contatto con la cute per ore (a differenza di uno shampoo che ha tempo di posa di poco più di un minuto). Sono il veicolo più adatto per accompagnare il ricambio. Le formulazioni con estratti di rosmarino e salvia hanno un'azione tonificante storicamente nota in fitocosmesi: regolano le funzioni del cuoio capelluto, supportano l'irrorazione, equilibrano la cute seborroica.

Lozione Capelli grassi
La nostra Lozione

Lozione Capelli grassi è formulata in questa logica: rosmarino e salvia in una base attivante, da applicare la sera sulla cute asciutta — cinque millilitri sono sufficienti — massaggiando con i polpastrelli fino ad assorbimento. Indicata per cute con tendenza seborroica. Scoprila →

Quando invece preoccuparsi (e cosa fare)

La caduta stagionale è benigna. Quello che non lo è — o che potrebbe non esserlo — ha caratteristiche diverse:

  • Durata superiore ai tre mesi. Se la caduta non si ferma e accompagna l'estate, non è più stagionale
  • Diradamento visibile. La caduta stagionale, per quanto abbondante, non porta a un diradamento percepibile allo specchio. Se la chioma appare visibilmente più rada, il quadro è diverso
  • Caduta a chiazze localizzate. Il telogen effluvium è diffuso. Una caduta che lascia zone tonde senza capelli può essere alopecia areata e richiede valutazione specialistica
  • Bruciore, prurito, desquamazione importante. Sono segnali di un coinvolgimento infiammatorio del cuoio capelluto, non di una caduta fisiologica
  • Fragilità delle unghie associata. Può segnalare carenze nutrizionali sistemiche
  • Variazioni ormonali sospette. Tiroide, ferritina, vitamina D, ormoni sessuali. In particolare nelle donne, una caduta che non rientra meriterebbe un'analisi del profilo ormonale e nutrizionale

In questi casi il consulto giusto non è il parrucchiere ma il dermatologo specializzato in tricologia. Una visita tricologica con tricoscopia (un esame della cute con dermatoscopio o microcamera) è in grado di distinguere il telogen effluvium da altre forme di alopecia in pochi minuti.

In conclusione

Cento capelli al giorno sono normali. Trecento in primavera possono esserlo lo stesso, per quattro-otto settimane, se il fenomeno si chiude da solo. Capirne la fisiologia toglie l'ansia che è la prima cosa che fa peggiorare un fenomeno già amplificato dallo stress.

Quello che resta da fare è quotidiano e semplice: detergere con delicatezza, stimolare il microcircolo, sostenere la cute. Il follicolo lavora — ha solo bisogno che noi non lo ostacoliamo.

E se dopo tre mesi non rientra, allora si parla con un tricologo. Non prima.

Per approfondire la gamma Rosavai
  • Lozione Capelli grassi — applicazione topica leave-in, rosmarino e salvia, per cute con tendenza seborroica e in fase di ricambio
  • Capsule — integratore con acetilcisteina, metionina e taurina, per supportare i mattoni della cheratina dall'interno (integratore alimentare. Non sostituisce una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano)
  • Shampoo Capelli grassi — detersione delicata per cute seborroica, utilizzabile in modo frequente

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Bibliografia · fonti
  1. Hoover E., Alhajj M., Flores J. L. (2023). Physiology, Hair. StatPearls Publishing. NCBI Bookshelf NBK499948
  2. Zheng Z., Su Z., Zhang W. (2025). Melatonin's Role in Hair Follicle Growth and Development. International Journal of Molecular Sciences, 26(7), 2844.
  3. Fabbrocini G. et al. (2018). Female pattern hair loss: A clinical, pathophysiologic, and therapeutic review. International Journal of Women's Dermatology, 4(4), 203-211.
  4. Rinaldi F., Trink A., Rucco M. La cronotricologia: ritmi circadiani e capelli.
Questo articolo ha finalità informative ed educative. Non sostituisce il consiglio del medico, del farmacista o di altro professionista sanitario qualificato. In presenza di sintomi persistenti o dubbi rivolgersi al proprio medico di riferimento o a un dermatologo specializzato in tricologia.
Redazione Rosavai · Pubblicato 25 aprile 2026 · 6 min · Categoria: Fisiologia